"Le montagne si dovrebbero scalare col minor sforzo possibile e senza fretta. La velocità dovrebbe essere determinata dallo stato d’animo dello scalatore.
Se sei inquieto, accelera.
Se rimani senza fiato, rallenta.
Le montagne si scalano in un equilibrio che oscilla tra inquietudine e sfinimento.
Poi, quando smetti di pensare alla meta, ogni passo non è soltanto un mezzo, ma un evento fine a se stesso. Questa foglia ha l’orlo frastagliato. Questa roccia è instabile. Da qui la neve è meno visibile, benché più vicina.
Queste sono cose che dovresti notare comunque. Vivere soltanto in funzione di una meta futura è sciocco. E’ sui fianchi delle montagne, e non sulla cima, che si sviluppa la vita.
Ma evidentemente senza la cima non si possono avere i fianchi. E’ la cima che determina i fianchi. E così saliamo…"
(Robert M. Pirsig)
"Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate.
Nulla di tutto ciò!
Guardate piuttosto come ride."
(F.Dostoevskij)
"

Il tuo più tenue sguardo
facilmente
mi aprirà
benché abbia chiuso me stesso,

come dita sempre mi apri,
petalo per petalo
come la primavera fa
toccando accortamente
misteriosamente
la sua prima rosa,

e io non so
quello che c’è in te
che chiude e apre,

solo qualcosa in me
comprende
che è più profonda
la voce dei tuoi occhi
di tutte le rose,

nessuno
neanche la pioggia
ha così piccole mani.

"
(E.E. Cummings)
"Non che tu mi abbia ingannato, ma che io non ti creda più: questo mi ha scosso."
(F.W. Nietzsche)
"Mi dicono ‘sei di ghiaccio’ e poi non sanno che il ghiaccio si scioglie."
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"La parola abbaglia e inganna perché è mimata dal viso, perché la si vede uscire dalle labbra, e le labbra piacciono e gli occhi seducono. Ma le parole nere sulla carta bianca sono l’anima messa a nudo."
(Guy de Maupassant)
"Tu che ieri soltanto eri tutta la bellezza
sei anche tutto l’amore, adesso."
(J.L.Borges)
"In caso di pericolo, l’oloturia si divide in due:
dà un sé in pasto al mondo,
e con l’altro fugge.
Si scinde in un colpo in rovina e salvezza,
in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà.
Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso
con due sponde subito estranee.
Su una la morte, sull’altra la vita.
Qui la disperazione, là la fiducia.
Se esiste una bilancia, ha piatti immobili.
Se c’è giustizia, eccola.
Morire quanto necessario, senza eccedere.
Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato.
Già, anche noi sappiamo dividerci in due.
Ma solo in corpo e sussurro interrotto.
In corpo e poesia.
Da un lato la gola, il riso dall’altro,
un riso leggero, di già soffocato.
Qui il cuore pesante, là non omnis moriar,
tre piccole parole, soltanto, tre piume di un volo.
L’abisso non ci divide.
L’abisso ci circonda."
(Autotomia di Wislawa Szymborska)
"La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta."
(Theodor Adorno)
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